Le 5 cose sul pane artigianale che non sapevate!

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Le 5 cose sul pane artigianale che non sapevate!

pane artigianale Ascolese

Si fa presto a dire impasto! Fare il pane è una cosa buona e seria.

Mettere insieme acqua e farina potrebbe sembrare una faccenda semplice. Intanto, quale farina? quanta? come miscelarla? come farla crescere per diventare pane? Le risposte a queste domande sono molte e complesse: solo chi sa rispondere può iniziare a fare seriamente il pane artigianale.
Per chi non ha la presunzione di sapere tutto sul pane troverà simpatico, oltre che interessante, apprendere queste 5 curiosità:

  • Fare il pane artigianale richiede precisione scientifica e strumenti professionali. L’alveografo di Chopin, ad esempio, è uno strumento che permette di valutare la qualità del grano e della farina. Misura la pressione d’aria necessaria all’estensione dell’impasto.
  • Nei primi appuntamenti tra coppie è buona abitudine condividere un drink, un aperitivo, o una cena. E se la seduzione comincia a tavola, anche il pane artigianale fa la sua parte. Lo racconta Eric Rohmer nel suo film del 1962, La fornaia di Monceau. Assolutamente da guardare!
  • In Italia si declinano circa 250 pani diversi: un primato che per qualità e quantità non ha paragoni nel mondo. Pertanto anche il pane merita un luogo dedicato alla sua storia. Uno dei più noti musei del pane in Italia è quello di Sant’Angelo Lodigiano, nato nel 1983 nell’incantevole Castello Morlando Bolognini. 5 sale per raccontare i vari tipi di cereali con cui viene prodotto il pane nel mondo, gli attrezzi del mestiere di fornai e panificatori, e le ricostruzioni di antichi forni. Nella terza sala, in particolare, sono raccolte oltre 500 forme di pane, provenienti da tutta Italia e da numerosi paesi esteri.
  • L’Italia è nel Guinness dei Primati con la treccia di pane più lunga del mondo
    A realizzarla i panificatori di Taranto con il supporto dell’Associazione Made in Taranto. Una delizia lunga 83 m realizzata con un quintale di farina e 30 chili di margarina. E poi, farcita di cioccolato e cosparsa di zucchero a velo, è stata distribuita ai presenti alla manifestazione anche per promuovere un’alimentazione di qualità, fatta di merende artigianali piuttosto che confezionate.
  • Il pane artigianale lo taglia il capofamiglia. Non molti anni fa, nella civiltà contadina dell’Italia meridionale, il compito di tagliare le fette di pane in maniera regolare spettava al pater familias che, con un gesto virile e quasi sacro abbracciava letteralmente il pezzo di pane a sé e, tenuto contro il petto procedeva al taglio. Anche Carlo Levi nel libro Cristo si è fermato a Eboli, fu colpito da tale gesto e così scrive sul pane: “Cominciai ad affettarlo, con il gesto che avevo ormai appreso, stringendolo e appoggiandolo al petto, e traendo verso di me, attento a non tagliarmi il mento, il coltello affilato.”
    I giovani uomini erano ritenuti pronti al matrimonio solo quando avevano imparato a tagliare perfettamente una fetta di pane. Ancora oggi si scherza in famiglia quando qualche ragazzino taglia bene il pane e gli si dice “meh, mo’ t pot sp’sa!” (ora ti puoi sposare)

    pane artigianale Ascolese

    pane artigianale Ascolese

Curioso di scoprire altro? Vieni nel laboratorio Ascolese e tra una sfornata e l’altra potrai apprendere altri segreti del pane artigianale. Ti aspettiamo in via Vetice 53, San Valentino Torio (SA).

pane artigianale Ascolese

pane artigianale Ascolese

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